Reato di omissione di soccorso verso animali, speriamo bene!

La storia del 2007 in cui una signora investì un gatto, ma si rifiutò di prestargli soccorso e per di più impedì anche agli altri di aiutarlo, fa discutere ancora oggi, anzi è più viva che mai in quanto sta per giungere ad un giudizio definitivo della legge.

Se la cassazione dovesse condannarla lo farebbe su ipotesi di reato davvero gravi.

La sua condotta si potrebbe infatti configurare come omissiva, per il fatto che ignorò le impellenti esigenze vitali dell’animale nonostante rappresentasse la causa delle sue sofferenze e commissiva considerando che non consentì alla gente che la circondava di prestare le dovute cure.

Risultato fu che il micio morì nel giro di due giorni dopo 48 ore di patire.

I reati sarebbero stati tutti compiuti senza necessità, vale a dire che non si è fornito una ragione, motivazione nè tantomeno giustificazione che abbia potuto generare quel tipo di comportamento.

Il tribunale arriverà ad una decisione in breve tempo, ma lasciando giustamente fare alla magistratura il proprio corso, si pone un problema altrettanto alto e importante che è quello dell’etica.

Mi chiedo se una persona in grado di agire in tal modo sprezzante verso una vita possa nella quotidineità conoscere anche lontanamenteil significato di solidarietà e alterità.

 

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