Sfatiamo il taboo dei rettili

Il serpente nella nostra cultura che ha una forte base cattolica radicata è simbolo del male in qualche modo e anche chi non si ritiene invischiato in questo humus sociale, ne risente, da qui scaturisce, probabilmente, la paura di molta gente nei confronti di questi animali.

Conoscenza e informazione sulle cose aiutano però a sfatare credenze e a superare ingombranti pregiudizi.

Esistono mumerose tipologie di serpenti, molte delle quali assolutamente innocue, sarebbe a dire non velenose.

Richiedono molte cure e molte attenzioni, devono essere posti in una teca climatizzata in modo da ricostruire il loro ambiente primario.

I serpenti non hanno il senso dell’udito o meglio non collegano imput vocali a suoni uditivi, riescono a captare le vibrazioni anche se  lontanissime, ecco spiegata quella loro aria guardinga e diffidente.

Cambiano pelle, periodo della muta anche quella della membrana degli occhi, perchè è interessante ricordare che loro non hanno le palpebre.

Quando al nome del rettile segue l’aggettivo reale questo designa una specie “chiusa” dal punto di vista caratteriale, che non perderà occasione per scegliere il posto più isolato che riesce a trovare.

Insomma i serpenti sono come tutti gli altri animali, hanno le loro esigenze, le loro imperfezioni ed è sbagliato che subiscano questa sorta di “maledizione storica”, o biblica.

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