Il ruolo del canto negli uccelli

Canti come un usignolo, è una frase che chiunque di noi ha ascoltato almeno una volta e che stabilisce lo stretto legame che intercorre tra uccelli e melodia, tra volatili e suono delineandole caratteristihe e le peculiarità.

Si potrebbe parlare di una sorta di culto del suono, per quanto riguarda gli uccelli, di atavica pratica dalle mille sfaccettatute.

Questi animali memorizzano e riproducono un suono, entrambe le fasi son importanti.

Un uccello può ripetere il suono effettuato nell’intento di tramandare rituali e radici, gli amici pennuti che emulano il suono el partner o sono protagonisti di un duetto sono invece alla ricerca del consolidamento del sodalizio.

Ci sono inoltre uccelli che imitano la melodia di altri appartenenti a specie differenti nella logica di migliorare il proprio repertorio, riconoscendoli come superiori.

Stabilire la meccanica che regola il processo di riproduzione del verso umano da parte del pappagallo ha ragioni piuttosto controverse; un’ipotesi potrebbe concretizzarsi nel loro vivere in cattività, lontano dai loro simili che da vita a un qualcosa che si potrebbe chiamare errore di riproduzione, ovvero l’assenza di modelli alternativi.

I volatili che emettono suoni stridenti e sibilanti lo fanno in maniera funzionalistica, come difesa da eventuali predatori.

 

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