Il cane guida per i ciechi, una forma di amore che incanta

Secondo me una delle scene più emozionanti e coinvolgenti è assistere al passaggio di una persona non vedente accompagnato dal suo cane guida, è un’immagine da romanzo.

Il rapporto che si viene a creare tra i due è simbiotico, viscerale.

Di solito i cani preposti a questo tipo di funzione sono i pastori tedeschi, pastori scozzesi e belga.

Teoricamente con gli esatti insegnamenti potrebbero farlo tutti i cani, ma nella pratica non è proprio così.

Il cane deve avere un carattere già di base obbediente e poco vivace, essere dotato di un forte senso dell’orientamento e non sentire la paura.

Altro fattore non trascurabile è il sesso, i cani maschi non sono adatti, in quanto molto più sensibili a richiami e istinti sessuali, dunque meno affidabili.

Dopo un corso durante il quale si insegna al cane a scansare gli ostacoli, attraversare una strada sgombra dal traffico, seguire una linea dritta, lui è pronto a dedicarsi al suo padrone.

Quest’ultimo potrà portare il cane ovunque, autobus, esercizi commerciali, in modo assolutamente legittimo e legale.

L’interdipendenza e la reciprocità che lega i due è una forma di amore altissima, che nulla ha a che fare con lo scambio di cose e molto racconta del bisogno insito che abbiamo degli altri, nel senso più lato che si può dare alla frase.

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